Lore***
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Ho 6 anni di esperienza su progetti di ogni dimensione. Lavoro da Napoli, in autonomia o inserito in team già strutturati.
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Sviluppa integrazioni API robuste e scalabili tra le LLM — ChatGPT, Claude, Gemini — e i software già presenti in azienda, con programmatori italiani
Le LLM come ChatGPT, Claude e Gemini si integrano nei software già in uso in azienda tramite API: sviluppo di endpoint REST e GraphQL verso OpenAI, Anthropic e Google, architetture RAG con vector database per interrogare documenti e knowledge base interne, function calling per far dialogare il modello con gestionali, CRM ed ERP, automazione di flussi documentali e customer care, gestione sicura delle chiavi, rate limiting, caching e monitoraggio dei costi per token. Con FreelanceWWW trovi sviluppatori API specializzati in LLM per il tuo progetto di integrazione.
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Lore***
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Freelance con 7 anni di esperienza, con base a Trieste. Seguo il progetto dall'analisi al rilascio, lavorando da remoto con aziende e startup.
Carl***
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Consulente freelance con 12 anni di esperienza sul campo, residente a Firenze. Preferisco collaborazioni continuative e obiettivi chiari.
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Crea il tuo profilo gratisIntegrando le LLM tramite API nei software già presenti in azienda è possibile sviluppare soluzioni molto diverse tra loro, senza sostituire i sistemi esistenti ma aggiungendo uno strato intelligente sopra i dati e i processi già in uso.
Con un'architettura RAG (Retrieval-Augmented Generation) il modello risponde citando i documenti interni — manuali, procedure, contratti, ticket storici — invece di attingere solo alla propria conoscenza generica. I documenti vengono indicizzati in un vector database e recuperati al momento della domanda, così le risposte restano aggiornate e verificabili.
Tramite function calling il modello può leggere e scrivere sui sistemi aziendali: cercare un cliente, generare un preventivo, aggiornare lo stato di un ordine, riassumere lo storico di una trattativa. L'integrazione avviene via API REST o GraphQL sul software esistente, senza migrazioni di dati.
Un assistente collegato al gestionale gestisce le richieste ricorrenti, propone la risposta all'operatore e passa la conversazione a una persona quando la richiesta esce dai casi previsti, con lo storico già riassunto.
Il modello traduce una domanda in linguaggio naturale in una query sul database aziendale e restituisce il risultato commentato, rendendo interrogabili i dati anche a chi non conosce SQL.
Ogni integrazione richiede lavoro di back-end: progettazione degli endpoint verso OpenAI, Anthropic o Google Gemini, gestione sicura delle chiavi API, rate limiting, caching e fallback tra modelli, streaming delle risposte, logging dei prompt e monitoraggio dei costi per token. Sono queste le attività che distinguono un prototipo da un'integrazione che regge in produzione.
Il vantaggio principale è che non serve rifare nulla: l'integrazione via API aggiunge capacità di intelligenza artificiale ai gestionali, ai CRM e agli applicativi che l'azienda già usa, lasciando intatti dati, processi e abitudini di lavoro. Ecco i benefici concreti che ne derivano.
L'LLM viene collegato tramite API al software in produzione: il gestionale resta la fonte dei dati e il modello lavora sopra di esso. Non c'è migrazione, non c'è riscrittura, non c'è formazione da zero per chi usa il sistema ogni giorno.
Un primo caso d'uso circoscritto — un assistente sulla documentazione interna, l'estrazione automatica dei dati dalle fatture — è realizzabile in poche settimane e produce risultati misurabili prima di impegnare budget su un progetto più ampio. L'adozione può quindi procedere per passi successivi.
Sono attività a basso valore aggiunto che occupano ore di lavoro qualificato: automatizzarle libera le persone per le decisioni che richiedono davvero competenza.
Con un'architettura RAG il modello risponde a partire dai documenti dell'azienda e non da conoscenza generica: le risposte sono aggiornate, pertinenti e tracciabili fino alla fonte. È la differenza tra un assistente utile e un chatbot che inventa.
Un'integrazione progettata bene mantiene le chiavi API e i log sotto il controllo dell'azienda, permette di scegliere in quale area geografica vengono elaborati i dati e di monitorare la spesa per token in tempo reale. Un livello di astrazione sul provider consente inoltre di passare da OpenAI ad Anthropic o Google Gemini — o di usarli in parallelo secondo il compito — senza riscrivere l'applicazione: nessun lock-in tecnologico.
Rate limiting, caching, fallback tra modelli e gestione degli errori fanno sì che il servizio regga i picchi di utilizzo e continui a funzionare anche quando un provider è momentaneamente indisponibile. È l'ingegneria che trasforma un prototipo in un sistema su cui l'azienda può contare.
Molti prodotti che milioni di persone usano ogni giorno non hanno addestrato un modello proprio: hanno integrato via API le LLM di OpenAI, Anthropic o Google dentro un software che esisteva già. È esattamente lo stesso schema applicabile al gestionale o al CRM di un'azienda, su scala diversa.
In tutti questi casi il modello non sostituisce il prodotto: lo affianca. Il software mantiene i propri dati e la propria logica di business, e l'LLM viene chiamato via API nei punti in cui serve capire un testo, riassumerlo, classificarlo o generarne uno nuovo. Diverse di queste piattaforme, inoltre, non si legano a un solo fornitore ma instradano la richiesta verso il modello più adatto: è la stessa architettura model-agnostic che conviene adottare anche in un'integrazione aziendale, per non dipendere da un unico provider.